Grazie all’apporto del professor Gianni Magni,  che ha gentilmente tradotto e “interpretato” i testi reperiti presso l’Archivio Diocesano di Milano, proponiamo i documenti relativi alle visite pastorali risalenti all’epoca Borromaica, degli anni 1581 e 1606, per concludere con la visita dell’Arcivescovo Romilli del 1856.

13 Giugno 1581 visita dell’Arcivescovo Carlo Borromeo

visita pastorale 1581

TESTO LATINO
Oratorium S. Margaritae
1581 die 13 jumii
Visitavit Oratorium S.Margaritae in cassina Bruni, quod est sub ecclesia Paroeciali S. Eustorgii Arcuri, longitudine cubitis circiter decem, latitudine septem patet.
Unicum altare parieti adherens non est omnino ad formam.
Est sub coassatione tecti, quae est indecens, et umbrella omnino esset addenda.
Icona loco est Christi crucifixi imago in pariete picta.
Labrum aquae benedictae decens.
Ianua primaria e regione altaris. Est ostium aquilonem versus quod in viridarium Illustris Domini Marci Antonii Bossii patet.
Fenestra una aquilonem versus, quae latus Altaris ubi evangelium legi solet respicit.
Tectum est asseribus instructum.
Dicunt nullos hic reditus esse.
Celebratur semel singulis hebdomadis a Parocho Arcuri, cui ? 22 ? in annos singulos ab habitantibus loci dantur.
Dicunt Dominum Marcum Antonium esse dominum huius Oratorii, eumque obtinuisse a S. Papa, facultatem celebrandi, quam non exhibuerunt.

TRADUZIONE
Oratorio S. Margherita
1581 -13 giugno
Visitò l’Oratorio di S. Margherita in cascina del Bruno, che è sotto la chiesa parrocchiale di S. Eustorgio di Arcore; essa si estende per circa dieci cubiti in lunghezza e sette in larghezza.
L’unico altare addossato alla parete non è per nulla idoneo, è posto sotto la copertura lignea del tetto, che è malridotta, e occorrerebbe senza dubbio un baldacchino di protezione.
Come icona c’è  un’immagine di Cristo Crocifisso dipinta sulla parete.
La bacinella dell’acqua santa è decente.
La porta principale è frontale rispetto  all’altare. C’è un uscio verso settentrione che dà sul giardino dell’illustre Signore Marco Antonio Bossi.
Una sola finestra rivolta a settentrione, la quale guarda il lato dell’altare dove si suole leggere il Vangelo.
Il tetto è strutturato con travi di legno.
Dicono che non esistono redditi propri.
Viene celebrata (la messa)  una volta alla settimana dal Parroco di Arcore, al quale vengono date da parte degli abitanti del posto 22 soldi (?) di anno in anno.
Dicono che il Signore Marco Antonio è il padrone di questo Oratorio e che lui abbia ottenuto dal  S. Papa la licenza  di celebrare, che  non hanno (però) esibito.

22 Luglio 1606 visita dell’Arcivescovo Federico Borromeo

visita pastorale 1606

TESTO LATINO
Oratorium S.  Margaritae
cassinae Bruni in Parecha Arculi
22 Julii 1606
Visitavit Oratorium Sanctae Margaritae cassinae Bruni  quod occidentem solem respicit.
Altare ad  praescriptum, parieti occidentali haeret.
Bradella item ad formam.
Cancellis ligneis septum est.
Oratorium est nimis angustum, et absque cappella, unde fit ut ipsum  Altare sit non sit sub fornice.
Illustrissimus Dominus Archiepiscopus iussit ibi non esse celebrandum nisi fiat cappella ad formam, quae construi poterit post ipsum Altare ut Oratorium longitudine magis pateat.
Missa celebrari solet singulis hebdomadis a Parocho Arculi pietate Domini Hieronimi Crippae, qui bona Equitis Verri conduxit.
Suppellex  tenuis est, et calicem proprium non habent, sed ab Ecclesia Arculi defertur.
Coelo sub conchae est contignatio liqueata.
Sunt duae columnae lateritiae supra tectum cum parva campana.
Pavimentum lateritium item habet, fenestram respicientem  meridiem cancellis ferreis et papyro instructam.
Ostium item per quod patet aditus ad viridarium eiusdem conductoris
Ianuam primariam forma quadrata
Festum celebrari curant Equites Domini Hieronimus et Pompeius… cum Missa cantata, et aliis Missis.

TRADUZIONE
Oratorio di S. Margherita della cascina del Bruno
nella Parrocchia di Arcore
22 luglio 1606
Visitò l’Oratorio di Santa Margherita della cascina del Bruno, il quale è rivolto verso il sole d’occidente.
L’altare, come prescritto, è addossato alla parete occidentale.
La predella è pur essa idonea.
E’ chiuso da balaustre di legno.
L’Oratorio è troppo piccolo e senza coro, onde accade che lo stesso Altare non sia del tutto sotto la volta.
L’Illustrissimo Signor Arcivescovo dispose che non vi si dovesse celebrare se non viene costruita un coro vero e proprio, il quale potrà essere edificato dietro lo stesso Altare così che l’Oratorio si sviluppi di più in lunghezza.
La Messa viene solitamente celebrata con frequenza settimanale dal Parroco di Arcore per devozione del Signor Gerolamo (Geronimo) Crippa, amministratore dei beni del Cavaliere Verri.
Il corredo è povero e non hanno un calice di proprietà, ma esse viene prestato dalla chiesa di Arcore.
Sotto il cielo della volta c’è un soffitto a travi.
Ci sono due pilastri in mattoni sopra il tetto con una piccola campana.
Ha il pavimento parimenti in cotto, una finestra che guarda verso mezzogiorno allestita con grate in ferro e carta.
(C’è) anche un uscio, attraverso il quale si apre l’accesso al giardino dello stesso amministratore.
La porta principale è di forma quadrata.
I Cavalieri Signori Gerolamo (Geronimo) e Pompeo si prendono cura che la Festa sia celebrata con la Messa cantata e con altre Messe.

1 Marzo 1856 visita dell’Arcivescovo Carlo Bartolomeo Romilli

visita pastorale 1856

TESTO LATINO
De Oratorio Beatae Virginis Mariae Sanctissimi Rosarii
In loco detto “Cassina Del Bruno”
Hoc Oratorium quod ab Ecclesia Paroeciali distat 1500 passus, dicatum ut supra cum plura videbantur incongrua, et non iuxta praescriptum extare, anno 1850, reaedificatum fuit. Formam, ut caetera Oratoria, exhibet oblongam, et eius altare per omnia rite constructum est.
In eo extat Tabernaculum quo utitur cum celebratur festum die V (quinto) Iulii, ad osservandam Sanctissimam Eucharistiam, pro iis qui ea occasione ad mensam Eucharisticam accedunt.
Campana in hoc Oratorio non in turri, sed in pilis lateritiis in summitate parietis frontis ? pendet. Longitudo est Brachiorum (Brum) 14. Latitudo Brum 8. unciae 8. Altitudo Brum 10.unciae 3.
Altare est ad praescriptum

TRADUZIONE
Oratorio della Beata Vergine Maria del Santissimo Rosario
In località detta Cascina Del Bruno
Questo Oratorio che dista dalla Chiesa Parrocchiale 1500 passi, dedicato come sopra, poiché più aspetti sembravano incongrui, e non essere conformi alle norme, nell’anno 1850, fu riedificato. Presenta una forma oblunga, come tutti gli altri Oratori, e il suo altare è stato eretto con tutte le norme previste.
Su di esso c’è il Tabernacolo che viene usato quando si celebra la Festa nel giorno 5 del mese di luglio, per conservare la Santissima Eucaristia per coloro che in tale occasione si accostano alla mensa Eucaristica.
La campana in questo Oratorio non pende in una torre campanaria, ma fra pilastri di mattoni sulla sommità della parete della facciata.
La lunghezza misura 14 braccia, la larghezza 8 braccia e 8 once, l’altezza 10 braccia e 3 once [ ml. 8,33 x 5,16 x 6,1].

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